L'Aquila Italiana a Chantilly 2022

C’era una presenza della nostra Motor Valley al prestigioso evento francesce Chantilly Arts & Elegance 2022; tra le vetture protagoniste spiccava infatti l’Aquila Italiana modello K (spider a 4 cilindri per una velocità di 85 km/h) del Museo dell’Auto di San Martino, tra le protagoniste dell’esposizione che riguardava le
vetture da corsa fino al 1920.
Il responsabile FIVA Italia, Luigi Vignola, l’ha infatti scelta come una delle tre vetture da portare in esposizione dall’Italia. Gli esemplari di Aquila Italiana rimasti oggi nel mondo sono pochissimi e in Italia ne abbiamo soltanto due. La vettura, dalle linee sinuose, morbide e appaganti, ammirabile presso il Museo dell’Auto, è del 1910 ed è stata progettata dall’Ingegner Cappa, progettista ardito ed innovatore e alla sua uscita aveva un prezzo di 8.000 lire. Cappa fu uno dei fondatori della ditta “Aquila” di Torino (l’altro socio era il marchese Pallavicino), fondata nel 1905 e che aveva come scopo quello di costruire appunto automobili e che divenne pochi anni dopo “Aquila Italiana” e poi “Aquila Italiana di L. Marsaglia”, quando nel 1909 fu acquistata dalla Banca Marsaglia di Torino. I tre modelli fondamentali di produzione della Azienda furono il K, l’H4 e l’H6.

Sotto il profilo tecnico le Aquila furono decisamente all’avanguardia e alcune innovazioni che in esse apparvero per la prima volta, sono ancora oggi considerate una tappa importante nella evoluzione della costruzione automobilistica: il blocco motore integrale, costituito cioè da motore, frizione e cambio, i pistoni in alluminio, le
bielle tubolari, lo sterzo con piantone fisso e gioco regolabile, i supporti dell’albero a gomito coi cuscinetti a sfera.
Le vetture erano brillanti e ben definite nei particolari, richieste da una clientela esigente e raffinata che desiderava delle “Gran Turismo”, anche se il futuro dell’auto, come poi comprese per primo
Henry Ford, era nella produzione e diffusione di un prodotto di massa.
La Azienda durante il periodo bellico iniziato nel 1915 convertì la produzione alle esigenze belliche e nel 1916 fu assorbita dalla SPA di Matteo Ceirano, che poi vendette a Fiat. La produzione totale della Azienda si aggirò sui 1500 esemplari, alcuni dei quali parteciparono con successo a competizioni sportive come la Targa Florio, la Parma-Poggio di Berceto, il Giro di Francia del 1914, nel quale tra 40 vetture partenti, solo 13 giunsero al
traguardo a causa di pioggia e neve e due vetture erano della casa costruttrice Aquila Italiana.

 

 

navigate_before
navigate_next